giovedì 20 settembre 2012

Il crollo psicofisico di supermamma

Hanno vinto i sensi di colpa.
Oggi per il secondo giorno consecutivo ho dovuto spiegare a un papà che la figlia di poco più di un anno ha pianto per tutta la mattinata. Facile dire che è una situazione passeggera, che è comprensibile visto che si è trovata di punto in bianco con due tate che non sono quelle di riferimento con cui si era inserita da poco più di 10 giorni, facile dirgli che sarà stanca perchè ha continuato a urlare tutta mattina e che, no, non è congiuntivite... è che non ha fatto altro che strillare disperata chiamando "mammae!" o "papàe!"
Meno facile è poi tacitare i miei sensi di colpa nel sapere che Ratty sta vivendo lo stesso malessere (bè, non proprio così accentuato), lo stesso disarmante senso di abbandono, lo stesso sconvolgimento del suo piccolo mondo sicuro...
E ho pianto... mentre 14 bimbi beati dormivano nelle loro brandine, chi a mummia, chi a feto, chi col sedere all'in su, chi sottosopra...
Ho pianto mentre facevo una pausa sigaretta da sola sul retro...
Ho rischiato di piangere in macchina mentre mi spostavo da un asilo all'altro, ma sono riuscita a trattenermi...
Come se non bastasse faccio il pieno di bambini dalle 8 del mattino alle 18,30 di sera, BAMBINI DEGLI ALTRI!!! E la mia piccola superdonna la vedo solo la sera quando tra fare una doccia, cucinare, cenare, lavare i piatti e sistemare la cucina il tempo si riduce a un niente...
Stasera ad esempio è crollata sul divano a tradimento, senza dirmi niente mentre sistemavo un paio di questioni Sognambuli lasciate in sospeso da tempo e che ormai avevano fatto la muffa ed erano diventate piuttosto urgenti!
Per fortuna ho un supermarito, che è anche un superpapà e che stasera ha detto: "In cucina lascia, faccio io, tu stai pure con la tua bambina..." e so che non è la prima volta nè l'ultima... come mi legge nel pensiero lui...

mercoledì 19 settembre 2012

13-19 settembre... La tempesta dopo la quiete...

Deve essere successo che il supereroe si è accorto che questo gioco dell'asilo sta durando troppo per i suoi gusti...
La mattina cerca conciliante di dirmi: "Io vojo gaciare chi, mei giochi, camea tua!" (Che tradotto suona circa come: Io voglio giocare qui, con i miei giochi in camera tua" Che poi è camera sua, ma non è facile capire gli aggettivi possessivi a due anni e mezzo)
Mentre ci avviciniamo all'asilo la sua richiesta si fa sempre più insistente e diventa un "No asilo... no!!!"

La lascio a malincuore, col visino straziato di lacrime, la tata, pensando di farmi cosa gradita, vedendo che il mio saluto/conforto durava di più del previsto, me la strappa praticamente dalle braccia... ma io non ero ancora pronta!!!
Mi consolo realizzando che non faccio in tempo ad uscire dal portone che già non sento più il suo pianto.


Consueto caffè e studio nel gazebo del bar di paese, pensando che il peggio è andato e invece... ... al ritorno un Rattman in lacrime, rosso paonazzo, smostrato dal pianto che mi allunga le braccia e dice: "Mia, mamma mia, mamma Ali... Grazie!!!" Io lo interpreto come uno straziante ringraziamento per non averla del tutto abbandonata in quel posto ostile che è l'asilo nido...
Col cuore gonfio di angoscia e con gli occhi supplicanti una soluzione efficace, ascolto la tata che dall'alto della sua esperienza mi dice: "Siamo in piena crisi, bisogna portare pazienza..."
Portare pazienza??? Non è questione di portare pazienza!!! L'atteggiamento di mia figlia non mi irrita, non mi da fastidio, non mi stressa... mi angoscia!!! Non posso vederla così! Mi sento una madre degenere che ha sbagliato tutto, mentre pensava che mandarla al nido per lei avrebbe significato vivere un'esperienza appagante di crescita in mezzo ad altri bambini, le sto prosurando un trauma e un disagio evidenti!!!
E come se non bastasse non cerca neanche di farmela pagare a casa... nessun dispetto, nessun capriccio, è ubbidiente, dolce, affettuosa e appena può mi ricopre di baci e di attenzioni!!!
Mi sento in colpa, in colpa in colpa!!! Dovrei stare a casa con lei!!! Poi però mi vedo un rattman quarantenne, mammona, incapace di avere rapporti interpersonali non mediati dal parere della madre... e penso che potremo superare anche questa crisi...


Tutto questo mi frulla in testa fino a ieri: solita crisi del distacco, solito pianto del ricongiungimento. Poi in macchina con voce lamentevole Ratty mi dice: "Mamma, io asìo vojo pangee.." (mamma, io all'asilo ho voglia di piangere). Mi è crollato un mondo. Quando finalmente arrivo dalla NonnaBuddy, con un Rattman addormentato a pelledileone sulla pancia crollo in un pianto inconsolabile...
Non ce la faccio, PER ME L'INSERIMENTO E' TROPPO DIFFICILE!!!




Convinta delle mie incapacità, da stamattina fino a venerdì delego la consegna al nido alla UcciaNonna e il recupero di mezzogiorno al Superpapà....

12 settembre: fin qui tutto bene...

Primo giorno di pappa all'asilo!!!
Ratty rimane li volentieri, supermamma si allontana subito e ne approfitta per riempire la sua mattinata di "quei giri che rimandi sempre".
Ci metto in coda anche una mezz'oretta di studio nel Gazebo del bar di paese, dove piuttosto che studiare il mio pallosissimo libro per il prossimo esame, mi ritrovo ad assistere a un fantastico match Napoli VS Fontevivo, uno scontro fra titani, una discussione sui massimi sistemi... in un bar di paese...
Quando torno a prenderla mi accoglie un Ratty orgoglioso con un sorriso da un orecchio all'altro, una tata che lo porta in braccio trionfante dicendomi: "Ma questo supereroe è veramente bravissimo!!!"

Inizia a piacermi questo nido...

martedì 11 settembre 2012

11 settembre: quarto giorno: superpotere di convincimento

Decido di cancellare il mio atteggiamento prevenuto e di vivere questo faticoso inserimento con tutto l'entusiasmo possibile perchè lasci in Rattman uno splendido ricordo e perchè anche lei possa essere serena e contenta della nuova esperienza.
Partendo da questo presupposto inforco la bicicletta con un supereroe in forma splendida, caschetto in testa, occhiali da sole, sorriso smagliante e con un solo desiderio in mente: chiedere alle tate di aprire la porta finestra che dà sul giardino e farli finalmente giocare fuori in queste ultime giornate di sole estivo. Per tutto il tragitto in bici la sento che fa le prove per trovare il modo migliore e più convincente per chiederlo.
Il caffè stavolta lo prendo prima, onde evitare di impelagarmi in discorsi assurdi con la Subnormale.
Rattman fa un ingresso trionfale, neanche faccio in tempo a entrare che sta già giocando con la sua nuova super amichetta (quella del coltello verde) nella mega villa di cartone.
Bene, allora potrò dedicarmi a creare un rapporto di dialogo e fiducia con le tate, si, oggi è proprio il giorno adatto per cominciare, ho la giusta disposizione d'animo, ho lasciato a casa tutti i pregiudizi e non vedo l'ora di cooperare in un progetto educativo comune per il mio piccolo supereroe (come consigliano i migliori manuali di pegagogia dell'infanzia).
Forse non sono stata brava a fare capire questa mia positiva disposizione d'animo alle tate che praticamente: NON MI HANNO NEANCHE CAGATA!!! Avete presente quando parli col muro? Allo specchio? UGUALE!!! Alla faccia della "Responsabilità della struttura e delle educatrici di avviare e instaurare la relazione con le famiglie".
Da quel momento ho iniziato a non vedere l'ora di essere cacciata fuori dalla sezione, mia figlia non mi cagava, le tate non mi cagavano, non vedevo l'ora di rifugiarmi nella pesantissima lettura di "Democrazia ed educazione" che peggio solo "il capitale"...
Giuro che ci ho provato, ce l'ho messa tutta, oggi ero proprio nel mood da inserimento positivo, è solo che non ho trovato campo fertile da nessuna parte!!! 3 tate su 3 che non sono disposte ad ascoltarti... e non è che parlassi di meteo o di calcio... volevo capire se la mia impressione sull'atteggiamento di mia figlia verso il nido corrispondeva a quello che avevano osservato loro... Bene, segnarsi in agenda che d'ora in poi le mie osservazioni me le devo tenere per me, almeno in questo contesto,che non ho bisogno del resoconto delle vecchie balene spiaggiate perchè tanto le impressioni della mamma sono sempre le più corrette, almeno finchè io e Ratty avremo ancora il cordone ombelicale attaccato e questo rapporto di empatia e simbiosi!!!

All' uscita mi allontano con la coda tra le gambe e mi rifugio nel parchetto di fianco alla chiesa, tuffo il naso nel mio libro e cerco di sparire. Riemergo solo quando vedo passare le altre due mamme che rientrano a recuperare i pargoli e noto che alla fine il supereroe ce l'ha fatta, sono finalmente in giardino a giocare!!!

Ratty è in bagno e sento la tata che dice: "Bravo Rat, ora siediti li e aspetta gli altri. Vedi anche tu bimba devi fare come Ratty, guarda che brava..."


ORGOGLIO DI MAMMA!!! Speriamo che non me la rovinino!!!

Nel frattempo gli altri due bimbi dell'inserimento si sono addormentati subito dopo che le mamme si sono allontanate: questo per fare capire quanto sono stimolanti le tre caravelle... sull'orlo della pensione!!!

10 settembre: terzo giorno ovvero il distacco

Munita di una migliore disposizione emotiva e di una grigliata del giorno prima ancora sullo stomaco, io e Ratty ci accingiamo verso il nido pronte a dare un'altra possibilità. Il malumore (mio) è passato, l'entusiasmo (di Rattman) è tornato.
"Oggi proviamo a farvi uscire 10 minuti" ci dicono le tate. Lo comunico anche a Ratty, che in quanto essere dotato di intelligenza credo che abbia il diritto di essere messo al corrente delle cose che lo riguardano.
Non posso fare a meno di notare che il giardino è ancora chiuso con tutti i giocattoli accatastati sotto al portico e con un crescente senso di disappunto esco dalla sezione.
Ora, dovete sapere che le mamme che stanno facendo l'inserimento con me e Rat sono due: una abbastanza tranquilla, età media, secondo figlio al nido, il primo fino all'anno scorso nella stessa sezione. Seconda mamma detta anche la "Subnormale", mamma di un bambino dalla testa con una strana forma che si mette a piangere non appena lei esce dal suo raggio visivo. Mamma "di una certa età" iperansiosa, primo figlio.
La mamma "trenky" sparisce non appena varchiamo la soglia del nido e io mi accingo a prendere un tristissimo caffè con la "subnormale". Al bar incontriamo un'altra mamma in attesa del secondo e queste si perdono via in discorsi del tipo: "io non so come ha fatto quella che con un bambino di 2 mesi andava già fuori a cena" "Vogliamo parlare di quella che con la figlia di 3 mesi è andata al mare?"
Alzo timida la mano per sputare "bè non mi sembra tanto complicato, basta prendere le cose un po' con tranquillità, io dopo 5 giorni dal parto ero a una festa della birra, a 3 settimane a un concerto sotto il palco con la carrozzina, a un mese al mare! TIE'!!! Vecchie babbione!" (l'ultimo apprezzamento non l'ho fatto ad alta voce...) Ci vorrebbe la foto dei loro occhi sgranati per farvi capire perchè ho deciso da quel momento in poi di tacere...
Vista l'ansia che attanaglia la subnormale 10 minuti prima della riconsegna torniamo al nido (e veniamo sgridate dall'ausiliaria per essere rientrate troppo presto).
Lì troviamo la mammaTrenky e iniziamo a parlare del più e del meno... i miei dubbi vengono alla luce, ma a esplicitarli non sono io bensì lei!!!
Pessimo!!! Vuol dire che non mi sono fatta un film mentale e che i miei timori sulle tate vecchie, grasse, svogliate e con la "R" moscia sono più che fondati!!!
Oltrettutto il suo primo figlio era già in sezione con loro, quindi credo proprio che possa parlare a ragion veduta!!! Mi conferma che le tre "caravelle" sono un po' spiaggiate nel loro ruolo di tate e che anche lei avrebbe preferito le giovani dell'altra sezione che sono più intraprendenti, propositive e attive. Ma soprattutto sono sempre fuori con i bambini. A questa affermazione la Subnormale ha sgranato gli occhi e ha chiesto "Ma scusa e d'inverno col freddo come fanno?" "Bè, si vestono!!!" ...

... stava per scattare l'applauso!!! Ma un pinguino ci ha attraversato il corridoio!
10 e lode alla mammaTrenky!!!

Con un sorriso beffardo che nascondeva la mia disillusione torno a prendere il supereroe. La trovo che gioca tranquilla con una tata arenata per terra. E' tranquilla, contenta, soddisfatta. La tata mi aggiorna dicendomi che ha fatto pipì da sola e che anche se ci tiene a puntualizzare che non sono solite dare abitualmente delle caramelle ai bambini, Ratty è stata tanto brava che si è meritata uno zuccherino, così, come gratificazione...
O_o
Uno zuccherino?   O_o O_o
Uno zuccherino??? O_o  O_o O_o

CAAAAAAAAAAZZZZOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!! NON E' MICA UN CAVALLO!!!

venerdì 7 settembre: secondo giorno e il nervosismo

Lo ammetto, stavolta sono partita prevenuta. Sapete quelle giornate in cui ti svegli di malumore anche se non è successo niente di particolarmente spiacevole, quei giorni in cui speri di non avere a che fare con nessun essere umano perchè ti stai già sul cazzo da solo e non vorresti iniziare a stare sul cazzo anche ad altri... ecco, stamattina mi sono svegliata così. Figuriamoci quanta voglia potevo avere di andare di nuovo ad analizzare errori e sbagliate condotte delle tate vecchie...

Cercando di non fare trasparire il mio umore con Ratti ci avviamo verso il nido in bicicletta, sperando che l'aria frizzante del mattino mi faccia scivolare via di dosso il malcontento. Vane speranze. Varchiamo la soglia dell'asilo io con la faccia nera, Ratty con meno entusiasmo del solito, ma con il self control che lo contraddistingue. Si mette a giocare subito infatti senza troppi problemi a staccarsi dalla mamma finchè la sua attenzione non viene attirata da un suono: il cellulare di una delle tate vecchie e grasse, (che visto che non si sono presentate non so distinguere tra quella che mi hanno detto si chiami Daniela e l'altra Antonella). SGOMENTO!!! Come suoneria del cellulare ha "mossa, mossa..." rattman si illumina, io dichiaro ufficialmente nera la giornata appena iniziata...
Bene, ci mancava solo la tata con un pessimo gusto musicale, e si sa che io alla musica ci tengo!!!
Mantengo la calma e cerco di spostare l'attenzione di Ratty su altri e più costruttivi interessi. La cucina!!!
Ricomincia a giocare serena e le mie pulsazioni si riabbassano. Finchè non succede quello che tanto temevo: il litigio con la coetanea per gli oggetti della cucina. Con 10 coltellini di plastica di tutti i colori a loro disposizione, hanno deciso entrambe di volere l'unico verde. Ratty è scoppiato in una delle sue solite crisi di pianto da scenata possessiva, l'altra bimba ha pensato bene di passare la mattinata con il suo coltello verde in mano per evitare che cadesse a tradimento in mano nemica!!!
Dopo poco Ratty guarda verso la vetrata chiusa che separa la sezione dal giardinetto con i giochi e nota che la porta è chiusa. Ricordandosi della promessa fatta dalle tate il giorno precedente di aprire il giardino e portarli a giocare fuori, Ratty non riesce a nascondere la delusione e insiste un pochino davanti alla porta, completamente ignorato dalle vecchie racchie dalla "R" moscia. (- 10 punti alle tate: le promesse si mantengono!!!)
Dulcis in fundo (e qui è uscita la mamma diabolica che è in me) Ratty mi chiede di prenderle un pupazzo su una scaffalatura in alto. Io le dico che non so se posso prenderlo e che forse è meglio chiederlo alle tate (giusto per vedere se ha capito o no quali sono le tate) e lei un po' confusa si dirige a chiederlo ubbidiente al primo adulto che le capita davanti: UNA MAMMA!!!

Pochi i lati positivi anche questa volta... la cosa difficile è non fare trasparire niente col supereroe... le mie doti di attrice per bambini non sono abbastanza sviluppate!!! Stanislavskij ti prego aiutami tu!!!

giovedì 6 settembre 2012

primo giorno di inserimento ovvvero: TATE in attesa della pensione.

Alle 8 del mattino eri già vestita e continuavi a dire: "mamma andiamo all'asilo???" non capacitandoti del fatto che io fossi ancora in pigiama a fare i letti mentre tu scalpitavi in un giorno così importante!!!
Zainetto sulle spalle, abbigliamento accuratamente scelto ("mettiamo questo, Ratty?", "no, chetto no" "questo?", "no!!!", "allora questi, dai che sono comodi..." "No, chelli rosa...") codini anti pidocchi, e occhietti luccicanti. Facciamo qualche foto di rito da poter postare con la didascalia "PRIMO GIORNO DI ASILO" e ci avviamo con 40 minuti di anticipo.
Mi fermo al bar a prendere un caffè suscitando l'ira del piccolo supereroe che scalpita perchè dobbiamo andare all'asilo!!!
Bevo il caffè in mezzo secondo ustionandomi la gola e finalmente varchiamo la soglia del nido.
Immediatamente tutto l'entusiasmo e il coraggio svaniscono nel nulla con un implorante "mamma, baccio!!!" (mamma in braccio)
Una volta entrata in sezione ha iniziato subito una meticolosa esplorazione degli spazi, ignorando completamente gli altri bambini, ma soprattutto le tate.

Piccolo appunto sulle tate:
  • Hanno tutte e tre la "R" terribilmente arrotolata e catarrosa, grassa e irritante, tipica di fidenza... Siccome siamo appena riusciti a conquistare una bellissima "R" pulita, vediamo di non rovinarla!!!
  • Non si sono presentate... ora, non vorrei fare quella fissata, ma la buona educazione che mi è stata insegnata prevede che almeno si dica il proprio nome a una persona che vedi per la prima volta, soprattutto se stai instaurando un rapporto di fiducia, una persona che si sta fidando a lasciarti la propria bambina sperando che tu sia in grado se non di educarla, per lo meno di non fare troppi danni...
    Ma soprattutto, tra le mamme e le tate, come fa un bambino che non conosce nè le une nè le altre a capire quali sono le mamme e quali le tate? Perchè ad un certo punto ho iniziato a fare confusione anche io. Se proprio non ti piaccio e non ti vuoi presentare a me, mamma, presentati almeno al bambino, visto che è un essere intelligente (molto intelligente) con cui puoi anche avere qualcosa che assomiglia a una conversazione...
  • Rattman nella sua opera di osservazione nota che la tata porta a fare la pipì alcuni bambini: al secondo giro di pipì si propone di andare con loro. Io le propongo di andare con la tata, visto che senza troppa timidezza si è già avviata verso il bagno, senza neanche preoccuparsi che la sua mamma la seguisse. Interviene la tata intimandomi di andare con loro che è meglio che non la lasci da sola.
    Ora: di pedagogia ho dato solo un esame, ma il buon senso mi fa dire che se il bambino se la sente di andare a fare la pipì senza la mamma, accompagnato da quella che lo porterà a fare la pipì per tutto il resto delle mattine da settembre a giugno salvo assenze e influenze, forse vuol dire che non ha bisogno di sostegno a tutti i costi, forse si sente sicuro così: forse si dovrebbero osservare un po' di più i bambini nel loro comportamento spontaneo???
  • Momento dei saluti, facciamo per avviarci alla porta, Rattman è ormai sereno e a suo agio. Le propongo di andare a salutare con un bacino le tate, per cercare di capire se almeno lei le ha identificate. Salta su una tata "Mi sa che è un po' presto per il bacino alle tate".
    QUESTO E' TROPPO!!!
    Nessuno le impone di darti un bacino se lei non vuole, ma se si sta spontaneamente avvicinando a te (visto che mia figlia è molto intelligente e nonostante il vostro tentativo di passare inosservate, è riuscita ad identificarvi) e vuole darti un bacino non vedo perchè devi stroncare sul nascere il suo entusiasmo...
  • Una volta tornate a casa chiedo al supereroe se si ricorda i nomi delle tate (perchè sono anche un po' diabolica, lo so) e lei sicura di se stessa inizia ad elencare: "Mammolo, Gongolo, Pisolo, Cucciolo..."
PRIMO GIORNO: Voto insufficiente!!! Ma non a Rattman... ALLE TATE!!!