Zainetto sulle spalle, abbigliamento accuratamente scelto ("mettiamo questo, Ratty?", "no, chetto no" "questo?", "no!!!", "allora questi, dai che sono comodi..." "No, chelli rosa...") codini anti pidocchi, e occhietti luccicanti. Facciamo qualche foto di rito da poter postare con la didascalia "PRIMO GIORNO DI ASILO" e ci avviamo con 40 minuti di anticipo.
Mi fermo al bar a prendere un caffè suscitando l'ira del piccolo supereroe che scalpita perchè dobbiamo andare all'asilo!!!
Bevo il caffè in mezzo secondo ustionandomi la gola e finalmente varchiamo la soglia del nido.
Immediatamente tutto l'entusiasmo e il coraggio svaniscono nel nulla con un implorante "mamma, baccio!!!" (mamma in braccio)
Una volta entrata in sezione ha iniziato subito una meticolosa esplorazione degli spazi, ignorando completamente gli altri bambini, ma soprattutto le tate.
Piccolo appunto sulle tate:
- Hanno tutte e tre la "R" terribilmente arrotolata e catarrosa, grassa e irritante, tipica di fidenza... Siccome siamo appena riusciti a conquistare una bellissima "R" pulita, vediamo di non rovinarla!!!
- Non si sono presentate... ora, non vorrei fare quella fissata, ma la buona educazione che mi è stata insegnata prevede che almeno si dica il proprio nome a una persona che vedi per la prima volta, soprattutto se stai instaurando un rapporto di fiducia, una persona che si sta fidando a lasciarti la propria bambina sperando che tu sia in grado se non di educarla, per lo meno di non fare troppi danni...
Ma soprattutto, tra le mamme e le tate, come fa un bambino che non conosce nè le une nè le altre a capire quali sono le mamme e quali le tate? Perchè ad un certo punto ho iniziato a fare confusione anche io. Se proprio non ti piaccio e non ti vuoi presentare a me, mamma, presentati almeno al bambino, visto che è un essere intelligente (molto intelligente) con cui puoi anche avere qualcosa che assomiglia a una conversazione... - Rattman nella sua opera di osservazione nota che la tata porta a fare la pipì alcuni bambini: al secondo giro di pipì si propone di andare con loro. Io le propongo di andare con la tata, visto che senza troppa timidezza si è già avviata verso il bagno, senza neanche preoccuparsi che la sua mamma la seguisse. Interviene la tata intimandomi di andare con loro che è meglio che non la lasci da sola.
Ora: di pedagogia ho dato solo un esame, ma il buon senso mi fa dire che se il bambino se la sente di andare a fare la pipì senza la mamma, accompagnato da quella che lo porterà a fare la pipì per tutto il resto delle mattine da settembre a giugno salvo assenze e influenze, forse vuol dire che non ha bisogno di sostegno a tutti i costi, forse si sente sicuro così: forse si dovrebbero osservare un po' di più i bambini nel loro comportamento spontaneo??? - Momento dei saluti, facciamo per avviarci alla porta, Rattman è ormai sereno e a suo agio. Le propongo di andare a salutare con un bacino le tate, per cercare di capire se almeno lei le ha identificate. Salta su una tata "Mi sa che è un po' presto per il bacino alle tate".
QUESTO E' TROPPO!!!
Nessuno le impone di darti un bacino se lei non vuole, ma se si sta spontaneamente avvicinando a te (visto che mia figlia è molto intelligente e nonostante il vostro tentativo di passare inosservate, è riuscita ad identificarvi) e vuole darti un bacino non vedo perchè devi stroncare sul nascere il suo entusiasmo... - Una volta tornate a casa chiedo al supereroe se si ricorda i nomi delle tate (perchè sono anche un po' diabolica, lo so) e lei sicura di se stessa inizia ad elencare: "Mammolo, Gongolo, Pisolo, Cucciolo..."
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