venerdì 16 settembre 2011

Tutto il resto è noia...

Carichi col minimo indispensabile per passare una settimana al mare, partiamo, io e Rattman, con la super rat mobile verso lidi meno afosi e più ventilati. Parafrasando verrebbe: con una macchina carica che sembra staremo via un anno, io e il supereroe ci incamminiamo verso Marina di Massa, dove sappiamo che ci sarà lo stesso caldo che a casa nostra, ma speriamo che almeno con un bagno in mare ogni tanto riusciremo a mantenere una temperatura corporea che ci permetta di evitare l’evaporazione...
L’invito è giunto inaspettato da una "compagna di pancia" che si trovava al mare con "un'altra compagna di pancia"... poca la confidenza con entrambe, un po’ di più con la "compagna di pancia" che con "l’altra compagna di pancia", ma visto l’isolamento degli ultimi 10 giorni decidiamo di partire immediatamente.
Il viaggio va benone, rattman dorme quasi tutto il tempo, il traffico è pochissimo, e con una velocità di crociera di circa 110 Km/h (praticamente un intralcio) arriviamo sani e salvi.

Già la prima sera inizio a insospettirmi sull’effettiva vitalità delle due ex pance quando, dopo avere messo a letto i pupi alle 20 (e ripeto... ALLE 20!!! Se lo propongo a rattman mi organizza una rivoluzione!!!), mangiano e, sopraffatte dalla stanchezza, mi salutano e si vanno a coricare: ore 21,30. Poco male, la prima sera siamo stanche anche noi per il viaggio, mi dico che sarà un caso, che l’indomani sarà tutto diverso.
Il primo giorno di mare va benone, Ratmann socializza alla grande, diventa il buffone della compagnia, intrattiene con la sua incontenibile verve e la sua vitalità dirompente: si ambienta subito in spiaggia, capendo subito quali sono i punti importanti da saper raggiungere anche da solo: ombrellone, fontanella, riva del mare, giochi di plastica. E’ praticamente autonomo. Dopo avere assaggiato la sabbia decide che non è di suo gradimento e non ci riprova più, e urla a squarciagola quando l’acqua del mare è troppo fredda.

diva da spiaggia

Insomma, sembra andare tutto bene finchè non arriva la sera. La scena è la stessa del giorno precedente: cena per i nani alle 20, e le mamme a letto entro le 21,30. Anche il supereroe crolla prestissimo, già prevedo una sveglia alle 6 del mattino, ma non posso evitarlo, ho fatto male i conti per i riposini diurni e le sue energie sono completamente esaurite. Dopo averla messa a letto mi ritrovo in un appartamento buio e silenzioso, completamente addormentato. In completa solitudine mi metto a pensare all’infinito sul terrazzone che dà sulla via principale, con una fedele amica birra e un pacchetto di Golden Virginia, mandandomi messaggi disperati con chiunque possa capirmi...
Penso seriamente all’eventualità di tornare a casa il giorno seguente, ma non faccio in tempo a formulare il pensiero che vedo arrivare in terrazzo "l’amica di pancia" trafelata che mi chiede se va tutto bene visto che dall’altra parte dell’appartamento mia figlia sta urlando a squarcia gola da circa 10 minuti. Ingoio la birra, finisco la paglia e mi dico che così non può andare avanti...
Il giorno successivo decidiamo di dare una svolta alla vacanza e, gestendoci la giornata in completa autonomia, riusciamo persino ad uscire dopo cena... certo, si esce alle 9 e si rientra alle 10,30, ma vuoi mettere, giocare al parchetto sotto casa con i bimbi grandi? Girare per le bancarelle di libri e andare a vedere i burattini con la mia mamma? Fermarmi davanti al banco del terrone tardone che legge la mano (col computer) e che mette su la techno tamarra e ballare finché qualcuno non mi guarda, allora fare finta di niente e poi ricominciare...
Anche Ratmann è più rilassato... forse per la gratitudine...

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