Giovanni: ma si sarà mica offesa quando le ho detto che oggi la trovavo un po’ bruttina? Sarà stanca di portarsi in giro “la valigia”. Poi oggi c’è pure un’afa che sembra luglio, magari ora di sera piove. Bèh adesso andiamo a casa e ci rilassiamo, una doccia, un film, poi magari usciamo a cena. Ma anche una serata in casa. Tranquilla.
Bimbo: Si sta bene qui, c’è caldo, è tutto morbido, certo inizia ad essere un po’ strettino ma mi ci sono abituato. Si sta proprio bene, da qualche giorno mi sono anche rimesso a testa in giù, me l’ha chiesto tanto la mamma, e almeno adesso ha smesso di piangere...
Alice: Uffa, mi sento uno schifo, sono 2 giorni che mi innervosisco per ogni cosa, Subcomandante Marilena dice che è un buon segno, io invece sono solo stanca. Non sono stanca della pancia, adoro la mia pancia, sono stanca e basta e ho voglia di piangere, e sono nervosa. Stanotte ho persino tolto le pile all’orologio da muro in cucina perché il ticchettio non mi lasciava dormire da tanto ero nervosa!!!
Bimbo: Se la mia mamma stesse seduta composta ogni tanto!!! Insomma, già che c’è poco spazio, non riesco neanche più a stiracchiarmi come vorrei, guarda, spingo spingo con le gambine ma non riesco neanche a stenderle!
Alice: Certo che è proprio un’anguilla, non sta fermo un attimo! Non so più come stare seduta e per rialzarmi ci vorrebbe una gru! Però anche io non sono molto furba a volermi ancora sedere per terra a guardare la tv! Ma... ops, qui sta succedendo qualcosa...
Bimbo: Credo che sia ora di andare a dare un occhiata qui fuori, dov’è il pulsante per fare partire il travaglio?
Giovanni: ci siamo? Davvero? Ma quanto pensare a questo momento negli ultimi mesi. Anzi, ancora prima di sapere di diventare papà, forse ancora prima di conoscere Alice. Ma davvero è adesso? È tutto così tranquillo qui. Sembra tutto pronto, sembra non manchi nulla. I cellophane, la bombola dell’ossigeno, l’acqua “da frigo” e “fuori da frigo”, la frutta secca da mangiare perché è veloce e si assimila velocemente e non gonfia. E poi le candele sono pronte da accendere, la musica, il primo cambio di vestitini. Ma le ostetriche? La Vale? Oh io mica sono capace!
Alice: Non pensavo che sarei stata così calma, anzi, mi sento quasi stupida, al telefono con le ostetriche continuavo a ridere e a dire stupidate! Dicono che sia l’adrenalina, fatto sta che io mi sento molto divertita dalla situazione, non sono per niente spaventata e per questo mi sento un po’ un’irresponsabile. Hanno tutte paura del parto, perché io non dovrei? Forse sto sottovalutando quello che mi aspetta? Per ora buttiamoci sotto la doccia io e il mio pancione e aspettiamo lo staff!
Bimbo: forse forse ho pigiato il tasto giusto, c’è un po’ di trambusto li fuori, però ora la mia mamma si sente bene, e lo sento anche io! Ogni tanto il mio monolocale si fa ancora più stretto, poi torna tutto alla normalità.
Alice: Staff avvisato, la dolcissima Zia Clelia è già in viaggio, Subcomandante Marilena aspetta conferme sull’effettivo inizio del travaglio, la mia metà buona Valeria era all’Ikea, ma non credo che riuscirà a concludere gli acquisti dopo la mia telefonata; già ce la vedo a buttare all’aria la lampada Knubbig e il cuscino Fjädrar e correre verso le casse inciampando in un Klubbo e rotolandosi su un Andrup.
Bimbo: Si stringe tutto, poi più niente, poi si ristringe, poi di nuovo calma… che ritmo!
Alice: E pensare che avevo paura di non accorgermi dell’inizio del travaglio, ora invece sono certa che sia il momento giusto, anche se le contrazioni ancora sono lievi lievi, riesco persino a rassettare un po’ casa. E rimango serena.
Giovanni: beh intanto Clelia è qui e lei di queste cose se ne intende. Poi io sono tranquillo e se lei mi dice cosa fare io lo faccio senza problemi. Ad esempio adesso stiamo facendo una passeggiata nella via, una buona idea Clelia. A me mica sarebbe venuta. Ma che afa stasera!
Alice: La dolcissima Zia Clelia è arrivata, mi trova che sto ancora ridendo e facendo battute (cavoli, questa adrenalina è una droga!). E’ tutto pronto, abbiamo raccolto il necessario e mi distrae con qualche chiacchiera. Mi viene voglia di fare una passeggiata in strada e ci muoviamo tutti e tre.
Bimbo: Devo fare le valige… dunque vediamo se ho tutto, due mani, due gambe, due braccia, il cordone… si il cordone lo prendo su, se no come faccio a mangiare e a respirare!!!
Alice: Mi girano in testa i racconti delle mie amiche sui loro travagli, penso che sono così tranquilla anche perché nessuna di loro mi ha spaventata con racconti orribili di travagli infiniti e dolori strazianti. Però i dolori stanno aumentando... che fatica tornare in casa, fortuna che c’è il mio quasi papà che mi sorregge e mi da forza!
Bimbo: Che terremoto, ora si che si balla!
Alice: Sono in ginocchio sul divano, ho misurato ogni centimetro di casa per trovare un angolino che mi piacesse, un nido, ma ancora niente! In più mi sta salendo un fortissimo senso di vomito! La dolcissima Zia Clelia dice che è un bel segno, ma io non sono proprio entusiasta. Le contrazioni sono già forti e vicinissime, non mi danno tregua! Continuo a pensare alle parole di mia mamma, che a sua volta le aveva detto mia nonna: “Aspettatele sempre più forti”. Ma anche così non ho paura, non sono preoccupata. So che la natura fa le cose per bene.
Bimbo: Adesso mi concentro e trovo l’uscita nel più breve tempo possibile. Tutto questo movimento non mi piace!
Alice: Ora è arrivata anche la mia metà buona Valeria, avevo bisogno anche del suo sostegno. Cavoli! Mi sono dimenticata di avvisare i miei! Facciamo finta di niente ancora per un po’ così forse riesco ad evitare che si fiondino qui nel bel mezzo del travaglio!
Giovanni: “pronto, sono Giovanni, mi sa che ci siamo, Alice è entrata in travaglio, noooo, non da tanto, adesso, poco fa. Comunque state calmi che appena nasce vi chiamo io. Siiii se c’è bisogno chiamo, ma non vi preoccupate. Siiiiii, c’è qui Clelia ed è appena arrivata anche Valeria. Marilena sta arrivando. Dai ci sentiamo dopo eh, tranquilli”
Alice: Ho bisogno di silenzio, non riesco ad emettere nessun suono. Respiro profondamente, dei respiri lunghi, come se dovessi cantare una canzone difficilissima. Lo staff è rispettoso, sono presenti, li sento perché mi rassicurano e mi stanno vicini, ma con una discrezione e un rispetto perfetti per me e per la situazione.
Bimbo: Sento che c’è molta calma fuori, nessuno che urla, nessuno che si agita. Qui dentro però è un terremoto dietro l’altro e ora sento anche una forza che mi attira verso il basso. Ma sono tranquillo. C’è la mia mamma che comunica con me continuamente mi dice di stare calmo, che non c’è niente che non va e che tra poco sarà tutto finito.
Alice: Non mi danno tregua, nei pochi secondi che separano una contrazione dall’altra il mio unico desiderio è DORMIRE! Vorrei addormentarmi e ricominciare dopo un paio d’ore di sonno profondo.
Bimbo: Hey, che terremoto, sempre peggio!!!
Alice: Non mi danno tregua, ho caldo e sete, e sonno e voglia di vomitare!
Bimbo: Continuano a darmi noia con quell’aggeggio che fa sentire alla mamma il mio cuore. Fidatevi! Sono un trattore! Però basta!!! Che a me ha sempre dato fastidio! E adesso di fastidi ne ho a sufficienza!!!
Alice: Comincio ad avere l’esigenza di spingere. Ma dov’è Subcomandante Marilena? Ho bisogno della sua forza e determinazione! Dei suoi incoraggiamenti e dei suoi consigli! Ho la dolcezza, ho la bontà, ho il grande amore, ma mi manca la forza!
Giovanni: ma quanto tempo è passato dalla passeggiata nella via? Sarà la quarta volta che risentiamo questa canzone della Bertè! Ma Alice ci dovevi mettere proprio la Bertè nella compilation? Ma mica glielo chiedo ad Alice. C’ha una faccia stanca. Però non urla. Non pensavo che avrebbe urlato, lo so che è una ragazza che sopporta tanto il dolore. Però magari un pochino.
Quasi vado a cambiare musica. Ma no, fa lo stesso. È che io alla musica ci tengo.
Bimbo: Ecco ci siamo inizio a scendere, com’è stretto, sono spremuto come un limone!
Alice: Subcomandante Marilena è arrivata, sono più tranquilla. Ascolto le sue parole, comunico col mio bambino, cerco di aprirmi, e di indicargli la strada.
Bimbo: Mamma, ho capito, sempre dritto finché non vedo una luce... non dovrebbe essere difficile!
Alice: Con le spinte il dolore si è attenuato, ma sento che il mio bambino è ancora lontano. Stritolo mani, si alternano il quasi papà e la mia metà buona Valeria. Sono contenta di condividere questo momento con loro, non potevamo scegliere meglio!
Bimbo: Sento che la mia mamma mi fa strada. Respira forte forte per darmi ossigeno quando qui tutto si fa stretto e insopportabile. Ogni tanto mi dondola col bacino, cerca di non farmi avere paura.
Giovanni: si vede la testa e istintivamente guardo Valeria: “Vale ma è gigante”. E lei “shhh”, indicandomi Alice. Ma Alice neanche si accorge di quello che ho detto! E chiede di che colore sono i capelli. Questa me la segno!
Alice: No, no, no! Non la tocco la testa! Ho paura di romperla!!! Subcomandante Marilena vede la testa, chissà perchè ma mi viene voglia di sapere se ha i capelli e di che colore sono...
Bimbo: Ci siamo quasi, la mia testa è ormai schiacciata in un canale strettissimo. Tiratemi fuori o mi viene la testa a pera!
Alice: Non ho più contrazioni, ma il mio bambino è li li per uscire! Perché non ho più contrazioni? Mari come faccio? Provo ad alzarmi a riabbassarmi, seguo gli ordini/consigli del subcomandante e come per magia bastano due spinte ed eccoci, la testa!
Bimbo: Arrivo, Arrivo, Arrivo... Arrivata! Brr che freddo qui fuori!!! Ah, ecco le coperte. Hey piano! Adesso mi metto a strillare! Ecco la mia mamma, che profumo buono che ha, e poi è calda, è morbida. Mi passa anche la voglia di piangere.
Alice: Non piange? Perché non piange? E poi è grigiastro! Perché non si muove? Giratelo, fatemelo vedere! Eccolo! Che due occhi sgranati che ha! Finalmente un bell’urlo, non troppo convinto però. Si calma subito non appena me lo danno in braccio. D’istinto guardo tra le sue gambine.
Alice: Ada!
Giovanni: Ada!
Ada: Eccomi!
Il giorno 15 maggio 2010, dopo un travaglio di 5 ore, alle 23,40 è nata a Fontevivo Ada Ferrari, piccola staffetta partigiana, figlia di Alice, di Giovanni e del suo Tempo (che con lei è venuto).
E' meraviglioso questo racconto!
RispondiEliminaMi hai fatto commuovere.. di sicuro non lo scorderò, e chissà se mi tornerà in mente in un futuro prossimo venturo...